Pochi giorni fa è morto Robert Venturi. Uno degli architetti più importanti del secolo scorso, mise in discussione le affermazioni del Movimento Moderno.
Il 18 settembre a Filadelfia è morto Robert Venturi, uno degli architetti più importanti del Novecento. Il decesso è stato causato da complicazioni legate all’Alzheimer. A dare la triste notizia è stato è stato il figlio James Venturi.
Venturi nacque 93 anni fa a Filadelfia da una famiglia di quaccheri, e studiò architettura all’Università di Princeton. Dopo aver vinto una borsa di studio all’American Academy di Roma si trasferì in Europa per due anni, dove studiò i lavori di maestri: Michelangelo, il Bernini, Antoni Gaudi. Tornato negli Stati Uniti, Venturi insegnò all’Università della Pennsylvania, dove conobbe Denise Scott Brown, architetto e urbanista (nonché sua futura moglie).
Robert Venturi mise in discussione “Less is more”, il famoso assioma con cui Mies van der Rohe mise la semplicità e la purezza davanti a ogni cosa in architettura: Venturi era convinto che il linguaggio degli architetti potesse essere ricco, complesso e vario, basato su un vocabolario coraggioso, che non rifugge dalla sperimentazione, dalla casualità e dall’improvvisazione. Questa filosofia fu incarnata da Complexity and Contradiction in Architecture, volume pubblicato nel 1966 a New York e pubblicato in Italia col titolo Complessità e contraddizioni nell’architettura. Nel trattato Venturi sosteneva come l’utilizzo di elementi decorativi, richiami al passato, ironia e giocosità fosse necessario: l’architettura, per usare le sue stesse parole, «promuove la ricchezza e l’ambiguità anziché l’uniformità e la chiarezza, la contraddizione e l’abbondanza anziché l’armonia e la semplicità».
Comments