La scienza è alla perenne ricerca di nuovi legami materici per creare composti più performanti possibile, non solo nel settore dell’edilizia, ma in ogni ramo della tecnica. Si inventano nuove leghe, materiali e metodi di utilizzo, a volte anche solo per superare un limite invisibile che l’uomo progressivamente si pone.

E se invece dovessimo guardare al passato per migliorare la qualità costruttiva edilizia del nostro tempo?

Infatti, esistono ancora metodi tecnologici che mettono radici in tempi antichi ma stanno tornando in essere per migliorare le prestazioni energetiche e diminuire le emissioni di CO2.

La prima buona pratica è quella di utilizzare le risorse naturali presenti nel territorio per la produzione di materiali da costruzione. Terra, argilla, fibre grezze, vegetali come coloranti naturali, sono la nuova (o vecchia?) frontiera della bioarchitettura. Oltre alla facilità di reperimento ed estrazione, è rilevante anche l’abbattimento delle emissioni legate al trasporto e la accessibilità all’apprendimento del sistema produttivo, semplice e per cui non sono necessarie competenze specifiche. L’attenzione è ormai spostata su ciò che può fornirci la terra; perfino le fibre del latte, ottenute dagli scarti dell’industria casearia, possono essere convertite in mattoni dall’elevato potere isolante e traspirante.

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Nella storia del mondo, trasversale a tutte le culture prevalentemente mediterranee, c’è sicuramente quello della terra cruda (ne ha parlato una nostra utente qui), la cui più vecchia testimonianza a noi rimasta risale a un’abitazione a Gerico del 8000 a.C.  In Sardegna, ad esempio, ci sono i ladiri. Questi sono stati soppiantati dal cemento solo negli anni Settanta del Novecento, ma di recente sono tornati in auge anche grazie alle iniziative di diversi enti locali interessati a tutelare il patrimonio storico-architettonico. Questa tecnica prevede la formazione di mattoni con un impasto di terra, acqua e paglia, successivamente posto in uno stampo e messo ad essiccare all’aria aperta sino a completa asciugatura. Il composto ha delle notevoli caratteristiche chimico fisiche: è isolante, traspirante e con un coefficiente di resistenza elevato, inoltre, regola naturalmente l’umidità e la temperatura dell’ambiente che circoscrive poiché ha massa doppia rispetto ai tradizionali mattoni in terracotta. Tuttavia, la terra cruda possiede una bassa resistenza agli agenti atmosferici, perciò richiede una protezione esterna con intonaco idoneo, oltre che da una resistenza meccanica non sempre adeguata. Nonostante la sua elevata diffusione, la normativa italiana non la considera come materiale costruttivo, anche se, di fatto, esiste sul territorio nazionale un ampissimo patrimonio storico.

La Sardegna è un territorio citato frequentemente, ma la terra cruda ha radici profonde anche in Africa, in Sud America e nel Sud-Est Asiatico, territori dai climi caldi con abbondanza di argilla e un profondo legame con l’ambiente locale. Uno dei più grandi esempi al mondo è sicuramente la Grande Moschea di Djenné nel Mali, dallo stile sudanese-saheliano con influssi islamici, la cui prima edificazione risale al XIII secolo. Un esempio moderno invece, che può richiamare la precedente per forme, è la Casa de la Mujer a Rabouni in Algeria, luogo in cui vivono i rifugiati Saharawi. Realizzato nel 2007, sposa la funzione ci centro culturale con finalità umanitarie per le donne Saharawi, che qui hanno la possibilità di svolgere attività indirizzate all’impiego nel settore tecnologico e informatico.

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Il secondo punto, strettamente collegato al primo per certi aspetti, e collegabile ai principi della casa passiva. Ma di cosa si parla? In bioedilizia, la casa passiva è un edificio che copre la maggior parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi, come ad esempio sfruttando la conformazione e le finiture dell’edificio. Una casa passiva funziona grazie alla sinergia di tre elementi ben definiti: l’utilizzo di impianti di ventilazione e circolazione di aria, infissi termici e coibentazione delle pareti.

La pratica dell’autoregolazione termica degli edifici ha fondamenti antichi risalenti al X secolo a.C.: tramite corti interne, torri del vento e spessore murario elevato si possono mitigare le alte temperature e migliorare la qualità abitativa degli spazi interni. Le torri del vento, ad esempio, sono delle costruzioni di origine mediorientale. Sono costituite da un parallelo di elevata altezza, suddiviso in sezioni verticali, che favorisce uno scambio termico convettivo continuo, sfruttando la differenza di temperatura e conseguentemente di pressione tra interno ed esterno; è costituita solitamente da due condotti collegati a due diverse aperture in sommità, una sottovento ed una sopravento, così da favorire il ricambio di aria, in quanto una parte dell’aria fresca discendente, risucchiata alla base dal condotto sottovento, attira l’aria calda interna. Ad oggi moltissime architetture moderne sfruttano i medesimi principi quando si tratta di composizione degli spazi, posizionando le bucature su differenti piani altimetrici, in modo da sfruttare sia le correnti d’aria che la posizione del sole durante il giorno.

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Queste sono alcune delle buone partiche che ogni tecnico dovrebbe tenere conto nella fase progettuale, a prescindere dalla tipologia edilizia e dal fine dell’opera.

E voi? Avete altri esempi di buone pratiche ecosostenibili?

 

Fonti

Tiscali Onlife - Milk Brick, ecco i mattoni realizzati con il latte made in Sardegna: https://ambiente.tiscali.it/lemeraviglie/articoli/milk-brick-mattoni-latte-sardegna/ 

Architettura Ecosostenibile.it - I ladiri: la tradizione sarda della terra cruda https://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/laterizi-terra-cruda/ladiri-tradizione-terra-cruda-471

Khan Academy. Great Mosque of Djenné. https://www.khanacademy.org/humanities/ap-art-history/africa-apah/west-africa-apah/a/great-mosque-of-djenne

Architettura Ecosostenibile.it - Casa de la Mujer: saperi antichi e tecnologia moderna uniti a scopo umanitario https://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/laterizi-terra-cruda/casa-mujer-saperi-antichi-tecnologia-639

I manuali di recupero dei Centri Storici della Sardegna. Il Manuale tematico terra cruda. Tomo I / Volume 2, Regione Autonoma della Sardegna a cura di M. Achenza e U. Sanna, I.TA.C.A. , 2009 https://www.sardegnaterritorio.it/documenti/6_288_20121227102719.pdf

VIVI Energia – Casa Passiva https://www.vivienergia.it/casa/vivipedia/consigli-di-risparmio/casa-passiva

Architettura Ecosostenibile.it - Torri del vento: i sistemi di raffrescamento più sofisticati risalgono al X secolo a.C.  https://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/criteri-progettuali/torri-vento-sistemi-raffrescamento-833

 

Immagini

Un muro in ladiri, autore: Paolo Marchi (fonte: Architettura Ecosostenibile - https://www.architetturaecosostenibile.it/materiali/laterizi-terra-cruda/ladiri-tradizione-terra-cruda-471)

Restauro annuale della Grande Moschea di Djenné, autore: Michele Cattani / Afp (fonte: Africa Rivista - https://www.africarivista.it/mali-restauro-annuale-della-grande-moschea-di-djenne/197852/)

Torri del vento in Iran, autore: Brud (fonte: https://www.flickr.com/photos/brudly/)

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